23 febbraio 2011

Le castagnole…

In questo periodo carnevalesco molte sono le ricette che avrei voglia di preparare, frappe, strufoli, zeppole, però alla fine decido sempre per le magiche castagnole. Quest’anno la mia attenzione si è rivolta a quelle realizzate dal mio amico Fabrizio de “L'Esterina”, così invitanti da farmi decidere di provare la sua versione. Le castagnole, sono un classico per molte regioni italiane, nella cucina romana tipiche sono quelle semplici, quelle senza ripieno per intenderci, fritte e avvolte nello zucchero.

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INGREDIENTI
  • 250 g. farina 00
  • 2 uova intere
  • 50 g. di zucchero semolato
  • 40 g. di burro
  • ½ bustina di lievito per dolci
  • 1 bustina di vanillina
  • scorza grattugiata di un limone
  • un pizzico di sale (anche no)
  • mezza tazzina di RUM
  • olio di semi di arachidi per friggere

PREPARAZIONE
Il procedimento è molto semplice, mettete in una terrina la farina, il lievito, la vanillina e il burro, aggiungete quindi le uova, la scorza di limone e il RUM. Amalgamate bene il tutto, fino ad ottenere un impasto  morbido. Fatelo riposare per almeno 30 minuti nel frigorifero avvolto con della pellicola trasparente. Poi prendete l’impasto, stendetelo fino a ricavare dei cilindretti di circa 2 cm di diametro, dopo averli tagliati a pezzetti, (non troppo grandi), arrotolateli tra le mani fino ad ottenere delle palline. Friggete in abbondante olio di arachidi, scolate e depositate su carta assorbente. Avvolgete infine le castagnole con lo zucchero semolato.
Buon carnevale.

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15 febbraio 2011

Stufato di vitella con crema di carote

Vi ricordate, quando da ragazzi ci svegliavamo la mattina con l’odore dello stufato che aleggiava in tutta la casa? Quel profumino mi faceva compagnia durante la colazione, mentre mi preparavo per uscire e lo trovavo ancora, quando ritornavo per pranzo. Cuoceva e ricuoceva per più di 5 ore, la carne diventava un burro e le verdure che l’accompagnavano si trasformavano in una salsa succulenta. Lo stufato è da sempre considerato un piatto della cucina povera, dove le carni utilizzate non sono delle migliori, ma grazie alla cottura lenta e soprattutto al liquido in cui è cotta (che può essere acqua, vino o brodo) si ottengono piatti saporiti, nutrienti e soprattutto a basso prezzo. Purtroppo il tempo scandisce la nostra vita dai ritmi frenetici, a discapito di tutti quei piatti che necessitano di una cottura lenta, ma di grande valore come lo stufato, al quale troppo spesso sono preferite soluzioni più veloci e pratiche. Quello che preparo io, non è sicuramente lo stufato più ricercato del mondo, ma mi fa tornare indietro nel tempo, quando l’unione di prodotti semplici era la garanzia di un pranzo ben riuscito.

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INGREDIENTI

  • 500 g di bocconcini di vitella
  • ½ cipolla rossa di Tropea
  • 3 coste di sedano
  • vino bianco
  • 500 g di carote
  • farina q.b.
  • sale q.b.
  • 100 ml latte
  • olio di oliva

PREPARAZIONE

Fate soffriggere cipolla, sedano e qualche carota. Aggiungete poi i bocconcini di vitella impanati con la farina e fateli rosolare per qualche minuto. Si sfuma il tutto con del vino bianco e dopo aver aggiunto le carote precedentemente tagliate, iniziate la cottura dei bocconcini sommergendoli con metà vino e metà acqua. Assicuratevi sempre che la carne non si asciughi mai completamente, aggiungendo acqua e vino, mettete il coperchio e continuate la cottura a fuoco basso. Dopo circa 2 ore, aggiustate di sale e frullate con il minipimer carote e sedano prestando attenzione ai bocconcini di carne; aggiungete quindi un bicchiere di latte e fate cuocere per un'altra ora, bagnando ogni tanto con un po’d’acqua. Quando lo stufato raggiungerà una buona “densità” sarà pronto per essere servito.

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Con questo post partecipo al contest “I ♥ ma cocotte (& a givaway :-)” indetto dal “Cavoletto di Bruxelles”.

7 febbraio 2011

Rigatoni provola e pachino


La domenica è un bel giorno, mi sveglio tardi, felice di aver trascorso una serata con gli amici, i ritmi frenetici della settimana sono messi da parte, la colazione si può fare anche in pigiama, insomma “relax” è la parola d’ordine.
Per questo ho molto più tempo per organizzare il “pranzo della  domenica”… uno dei momenti più belli della settimana.
Ho sempre molte idee, pasta, carne e gli immancabili dolci, “tanto domani è lunedì e mi rimetto a dieta”, questo è il leitmotiv che mi accompagna per tutta la giornata.
Sbirciando nel frigo tante cose mi facevano l’occhietto, la verza, la pancetta, le melanzane e la mozzarella, poi la mia attenzione è stata catturata da una provola affumicata che sonnecchiava accanto ad un cestino di pomodori pachino. Vederli ed abbinarli è stata una cosa sola, la decisione era presa, ancora una volta ha vinto la pasta.

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INGREDIENTI
  • rigatoni di Gragnano
  • pomodori pachino
  • provola affumicata
  • scalogno
  • sale
  • parmigiano reggiano

PREPARAZIONE
La preparazione richiede poco tempo ed i risultati sono eccellenti, tagliate lo scalogno a listarelle e fatelo appassire in una padella con dell'olio di oliva, successivamente mettete i pomodori pachino tagliati a metà e  fateli cuocere, appena possibile eliminate la buccia.
Nel frattempo tagliate a dadini la provola.
Scolata la pasta, rigorosamente al dente, mettetela nella padella, aggiungete quindi la provola e il parmigiano, amalgamando il tutto.
Impiattate spolverando sopra altro parmigiano.